How to alter news about renewables, italian style

by futuronucleare on 2011-06-17

Ever since I opened the Facebook page of Futuro Nucleare I had great interaction with both those who are in favor of nuclear, and those who are against.

One of the most active contributors to the page is someone who represents himself as “Strijbos Dave” and I would like to thank him or her for the good and very correct conversations that we are having, despite the fact that we are on the opposite fronts on the discussion about nuclear.

So, yesterday Strijbos Dave has added to the Futuro Nucleare wall a piece written in Italian with title “Japan: a national plan to replace nuclear with solar energy?”, and reading this article could not be a better way to spark some comments from me. You can find the article (in Italian) here:

http://www.tuttogreen.it/giappone-un-piano-nazionale-per-rimpiazzare-il-nucleare-con-lenergia-solare/

Infact, the artcile clearly says that

Japan would be considering a national plan to exit from nuclear and will establish mandatory installation of solar panels for all new buildings from now until 2030.

and again

From the Fukushima nightmare to the great hope of renewables: this is (also) how a great Country can recover from the nuclear nightmare.

Wow! What great news! Japan would be about to shut down their nuclear power plants to bet everything on solar panels to be installed from now until 2030. A very juicy piece of news. Too bad it’s false. Really completely false. And the proof of it being false can be found in the article itself, which luckily reports the link to the original news in English, found here:

http://www.physorg.com/news/2011-05-japan-solar-panels.html

In the whole original article, nuclear is mentioned only once, and only in the specific context of the Fukushima Dai-ichi nuclear power plant accident. There is *NO* reference whatsoever to a change of policy of Japan about nuclear, no reference at all about a “national plan to exit from nuclear”, none. In essence, who wrote the article invented everything out of his brain with absurd considerations, that have no source whatsoever if not the very shallow knowledge in the field of energy of “Manlio”, who wrote this article.

Japanese are infact not so silly to believe that nuclear can be replaced with solar panels, dear Manlio.

You should probably learn a little more about energy, before writing things that are not true, just invented by yourself, and put them writing as if they were mentioned by those who are included in the news you write. You should be ashamed.

Let me suggest you, in order to broaden your knowledge in the energy field, the book from Professor David MacKay, “Sustainable energy – without the hot air”, I am convinced that it will certainly be useful for you to learn the basics of what a balanced energy mix is. Read the book, available for free download in PDF format, and you will thank me.

It is not by using lies that renewable energy will save the world from energy collapse.

Luca Bertagnolio
Futuro Nucleare

 
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  • Premesso che nel titolo c’era un punto di domanda e che il modo condizionale serve proprio per formulare ipotesi, che possono verificarsi o meno, i Fatti (riprendibili da diverse agenzie di stampa internazionale es. http://english.kyodonews.jp/news/2011/05/93369.html) sono questi:
    1. in quei giorni il Giappone ha cancellato tutti i suoi piani di espansione nel nucleare (vedi anche http://www.guardian.co.uk/world/2011/may/11/japan-nuclear-power-expansion-plans-abandoned)
    2. Il premier Naoto Kan ha ufficializzato un radicale cambiamento nelle policy energetiche del Giappone, con una decisa virata verso le rinnovabili.

    Che questi fatti possano essere o meno il presupposto per abbandonare il nucleare nel lungo termine lo può giudicare ciascuno di noi.

    Nessuna manipolazione come vedi, siamo tutti consapevoli che uscire dal nucleare NON è facile, come insegna il caso della Lituania, che abbiamo trattato in un altro articolo:
    http://www.tuttogreen.it/nucleare-in-lituania-una-storia-particolare-eppure-paradigmatica/

    E’ bene per il nostro Paese creare questa dipendenza in questo preciso momento?
    La nostra risposta – come quella del 95% degli Italiani – è naturalmente no.

    • Buondì Salvo, e grazie del contributo.

      Se è vero che nel titolo c’era un punto di domanda, mi sembra che dal testo dell’articolo quel punto di domanda fosse sostanzialmente cancellato dagli argomenti portati da Manlio, che trionfalmente indicava il futuro del Giappone senza nucleare, e con tanti bei pannelli solari su ogni nuovo palazzo da oggi fino al 2030.

      Curiosamente però nell’articolo orignale in inglese non c’era alcun riferimento a né a questo “piano nazionale” magnificato da Manlio, né ad una uscita del Giappone dal nucleare. Mi sa dire come mai?

      Sappiamo poi com’è andata a finire al G8 in Francia… nessuna menzione di uscita del Giappone dal nucleare, come è logico che sia, ma certamente una maggiore attenzione verso le rinnovabili, cosa che trovo logica fosse fatta comunque, indipendentemente da ciò che è capitato a Fukushima Dai-ichi. Anche Asahi Shimbun ha parlato estensivamente di questo:

      http://www.asahi.com/english/TKY201105270185.html

      ma come può notare non esiste alcuna menzione di uscita dal nucleare. Non ne viene fatta proprio menzione.

      Sono in totale disaccordo con lei quando dice che “questi fatti possano essere o meno il presupposto per abbandonare il nucleare nel lungo termine lo può giudicare ciascuno di noi”. Mi spiace ma non è così. Il referendum ha solo sancito che gli elettori hanno paura del nucleare, e non lo vogliono in Italia. Ma non ci voleva un referendum per sapere che in Italia di nucleare nessuno ne capisce niente, e quindi automaticamente ne si ha paura. Per tacere di quelli che hanno votato per “punire” Silvio Berlusconi…

      Penso che non sia un caso che in molti paesi emergenti il nucleare è in rapida crescita. Il nucleare gode di ottima salute, e di un brillante futuro, così come le rinnovabili. Tutte le sorgenti di energia devono contribuire ad un corretto mix bilanciato, cosa che non accade in Italia, e difatti ci ritroviamo con le bollette più alte di Europa, vista l’improvvida scelta fatta 25 anni fa.

      La Lituania è stata obbligata a spegnere la centrale di Ignalina per pura scelta politica. Ma stanno già lavorando alla costruzione di un nuovo impianto, sempre nella stessa zona, assieme a Lettonia ed Estonia, in modo da poter tornare a poter usufruire di energia nucleare a basso costo e zero emissioni di inquinamento e di CO2, cosa che gli euroburocrati di Bruxelles e Strasburgo hanno impedito con la decisione unilaterale non appellabile di spegnere l’RBMK-1400 di Ignalina, perfettamente funzionante, anzitempo.

      Il 95% di italiani? Forse lei intende il 95% di elettori che hanno detto sì al referendum, quindi un po’ di più della metà degli elettori. Ma non certamente il 95% degli italiani.

      Piccoli dettagli questi, forse, ma non per me. Sono queste le cose che mi fanno capire la serietà di chi scrive, sia sulla carta stampata che online.

      Non cambio parere, e rinnovo il mio “vergogna” a Manlio. Vergogna.

      Luca Bertagnolio
      Futuro Nucleare

      P.S. “Salvo La Terra”, ma che bel gioco di parole, non ci avevo fatto caso. Ma è lei Manlio, o chi altro?

      • Luigi Lazzaro

        maggioranza assoluta degli italiani ha votato SI, non è un piccolo dettaglio…forse dal suo trespolino non se ne rende conto. Gli italiani hanno deciso per coscienza e informandosi grazie a chi ha fatto movimento di informazione dal basso. gli italiani non sanno nulla di nucleare? certo il compito di informare deve appartenere a chi vuole (ops, voleva) introdurre quella tecnologia. se non l’hanno fatto un motivo ci sarà…realisticamente parlando, quella maggioranza assoluta sarebbe diventata la maggioranza totale (dalla quale sottrarre poche piccole persone che come lei fanno ragionamenti populisti, di interesse economico personale e che parlano per concetto partitico liberare (che di politico ha ben poco) e nemmeno di striscio con cognizione tecnica dell’argomento. il nucleare non ha alcun futuro, la fissione è al capolinea in italia ed in europa, nel mondo. si documenti attraverso fonti adeguate. la storia delle bollette più basse in europa e un tiritera senza fondamento alcuno, vanno affrontati i costi incalcolabili di smantellamento delle centrali e di confino delle scorie…l’ha già segnalato, anche tremonti a francesi e inglesi.

        ma che altro dire, era nucleare..e ora non sarà mai più. capitolo chiuso.
        beh, solo questo ancora: questa cosa di dire che il 56% degli italiani è poco…poi di dire che gli italiani non sono informati…che hanno votato solo per paura…e poi che hanno votato quelli che vogliono male a berlusconi…denota quanto lei sia avulso completamente dalla società civile che la circonda e non sia minimamente in grado di fare sintesi in base agli stati d’animo ed alle opinioni delle persone che la circondano. Effettivamente però posso capire che persone come lei non abbiamo un grande feeling con altre persone, con tutta questa arroganza che riversa nelle conversazioni…dovrebbe iniziare a comunicare un po’ di più con le persone intorno a lei (almeno uno sforzo per parlare con uno solo di quelli che stanno in quel misero 56%…suvvia, uno su due in tutta italia la pensa al contrario rispetto a lei! ma non se ne rende conto?!? provi a parlarci per capire perchè han votato…
        ps non faccio e non farò come lei “copia-incolla” di link o dati e numeri raccattati a caso nei vari blog e siti, che senza capacità di critica alcuna lei va a spulciare. lo trovo davvero inutile se non si è in grado di utilizzare un minino di cervello per elaborare le informazioni, ed approfondirle con metodo scientifico, che ribadisco lei non possiede.la mia opinione è qui. finita e conclusa per sempre, come il nucleare in Italia e ovunque nel giro di non molti anni. lei mi fa molta tristezza. SVEGLIAA!addioGigi Lazzaro

        • Grazie per il suo messaggio, Sig. Lazzaro.

          Quindi io sono seduto sul mio trespolino, non mi documento visto che lei dice che il nucleare nel mondo e’ al capolinea. Eppoi non ho capacità critica alcuna, faccio solo copia e incolla da vari blog e siti, ed in più le faccio anche tristezza.

          Mi domando come lei sia potuto scendere così in basso, ed avere perso del suo tempo prezioso per mandare un commento così profondo, in questo blog così inutile.

          Dal più profondo del cuore, la ringrazio.

          Luca Bertagnolio
          Futuro Nucleare

      • Luigi Lazzaro

        spero abbia il coraggio di postarlo…in ogni caso lo leggerà, quindi anche no, non si preoccupi che comunque non tornerò a controllare per rispondere ad una sua sicura risposta che sarà, risulta ovvio, una scarica di offese di bassa rango…per salvare il non salvabile. be happy, have a nice life man 🙂
        gigi lazzaro

        • Non capisco a quale coraggio lei faccia riferimento, Sig. Lazzaro.

          Almeno lei si firma con nome e cognome, al contrario di tanti, e questo lo apprezzo.

          Non capisco però a quali offese lei faccia riferimento? Lei ha tutto il diritto di pensarla diversamente da me, e io ho tutto il diritto di pensarla diversamente da lei, o mi sbaglio?

          Dove sta il problema? Perché dovrei insultarla? Proprio non lo capisco…

          I am having a great life indeed, thanks a lot!

          Luca Bertagnolio
          Futuro Nucleare

  • Bertagnolio, per favore… il referendum, come da normativa vigente, abroga delle norme deliberate. Se il 95% dei votanti, che sono il 57% circa degli aventi diritto, vota per l’abrogazione di norme di legge in primis esercita il diritto costituzionale che permette di dire chiaramente no a logiche che vanno in primi contro la logica. Vede, se vi fosse un qualsiasi vantaggio economico all’utilizzo di energia nucleare le grandi major del settore avrebbero investito direttamente su questa tecnologia: viceversa GE, AREVA, Toshiba oggi diversificano sviluppando tecnologie… rinnovabili. Sia buono, faccia i conti: il 57% degli aventi diritto vota, e il 95% vota sì. Traduzione il 54,15% degli italiani vota CONTRO lo sviluppo di soluzioni legate all’energia nucleare.  Egregio Bertagnolio, significa che la maggioranza assoluta degli Italiani ha detto no. Rispetti la democrazia, anche tenuto conto della scorrettezza istituzionale del governo Italiano che ha fatto l’impossibile perchè gli elettori NON potessero esprimere questo elementare diritto.

    In ultimo, mi consenta di esprimere qualche dubbio sullaposizione di chi scrive: sia nell’articolo riportato che nella versione originale Giapponese in nessun punto si parla di un cambio di politica del governo Nipponico: si ipotizza semplicemente che l’incidente di Fukushima possa portare ad una revisione delle politiche energetiche, elemento che, considerato il certo decommissioning di almeno otto centrali nel paese del Sol Levante direi che è certa ed acclarata. 

    Quindi, occhio a dar del cornuto all’asino. Soprattutto se si è bue. 

    Cordialità

    Axel 

    • E io che ho detto, Alexia? Il 54,15% degli italiani è poco più della maggioranza, o no? O forse non le piace che io abbia definito il 4,15% “poco”?  La sua mi sembra una puntualizzazione alquanto minore. Converrà con me che parlare di 95% rispetto al 54% de lei calcolato sono cifre giusto un pochino differenti, non crede?

      Non mi pare di non aver “rispettato la democrazia”, sinceramente, ho semplicemente questionato il modo molto discutibile di riportare una notizia, che nella versione orginale era alquanto diversa, ed il modo di riportare dei numeri legati al referendum, dandogli un’etichetta diversa. Tanto più che pure lei ha corretto le cifre di “Salvo La Terra”.

      O lei sottintende che se uno si manifesta in modo favorevole al nucleare, sta commettendo qualcosa di antidemocratico, forse? 🙂

      La ringrazio per i riferimenti agresti, ma li respingo volentieri al mittente.

      Cordiali saluti,

      Luca Bertagnolio
      Futuro Nucleare

      • Caro Bertagnolio, se leggo “Dall’incubo di Fukushima alla grande speranza delle rinnovabili: (anche) così un grande Paese si riprende dall’incubo nucleare.” leggo solo che vi è una speranza di generare una certa aliquota di potenza (quanta non è assolutamente scritto) con le rinnovabili. Che “…il Giappone starebbe per spegnere le sue centrali nucleari per puntare tutto sui pannelli solari da installare da qui al 2030.” lo scrive lei, in nessun post nè nell’articolo  è scritta una cosa simile. Il concetto non è che lei non rispetta la democrazia, solo che il cercare di precisare che “solo” il 54,15% ha chiaramente espresso un giudizio negativo su una legge abborracciata, ma ovviamente in toto contro il nucleare, rappresenta una scelta che la maggioranza assoluta del paese ha chiaramente fatto. E, mi consenta, gli elettori non hanno paura del nucleare, hanno correttamente valutato i pro e i contro rispetto ad una scelta che (insisto) le grandi multinazionali del settore NON hanno voluto fare in quanto non remunerativa. O mi vuole dire che AREVA non costruirebbe una centrale elettronucleare se non avesse marginalità interessanti ? Oppure che GE, che per inciso ha spostato una sostanziale parte dei suoi investimenti sulle smart grid, non svilupperebbe soluzioni commerciali stand alone se ne avesse un utile ? Fatto sta che NESSUNA azienda privata ha mai sviluppato questo “grande” mercato, e che (stranamente) le poche centrali in fase di startup sono situate in paesi del terzo e quarto mondo. In ultimo: La logica democratica sottintende che al momento di una chiara espressone del volere della società tramite un referendum di così ampia partecipazione, chi la pensa in maniera diversa accetti l’esito di una consultazione che è stata in tutti i modi contrastata, con metodi sinceramente poco civili: lei è padrone di pensarla in maniera diversa, ma il 54,15% rappresenta la maggioranza assoluta degli elettori. E lei può pensare che la scelta del no al nucleare sia sbagliata, ma al momento dal punto di vista finanziario è indubitabilmente corretta. Cordialità.Axel.p.s.: Axel, non Alexia.

        • Mi scusi per l’errore nel nome Axel, ma Alexia è quello che c’è scritto nel profilo, e mi sono confuso.

          Curioso, lei mi dice che io sono antidemocratico perché interpreto in modo a lei scomodo quello che molto chiaramente l’articolista ha scritto, di testa sua e senza usare l’articolo originale in inglese, nel commentare la notizia originale.

          Quindi, se l’articolista “verde” aggiunge di sua spontanea iniziativa considerazioni assolutamente personali, non riportate nell’articolo originale, ha fatto bene. Se la stessa cosa la faccio io, facendo semplici deduzioni da quello che c’è molto chiaramente scritto nell’articolo, io sono antidemocratico.

          Mi sa che lei ed io abbiamo due concetti molto diversi di democrazia, sa? 🙂

          Il 54,15% lo ha tirato fuori lei, io non avrei nemmeno speso un secondo a fare quella inutile proporzione. Ha lei voluto fare la puntualizzazione, e ora mi gira contro la cifra?

          E se lei veramente pensa che gli elettori che hanno votato sì al nucleare lo abbiano fatto sulla base di informazioni corrette e complete, mi sa che abbiamo vissuto in paesi differenti durante la campagna referendaria.

          Lei continua a dire che il nucleare è antieconomico, ed è ovvio che abbia ragione dato che negli ultimi 30 anni si è costruito poco nucleare, visto che era molto più conveniente concentrarsi sul gas, disponibile in quantità e a prezzi ridicoli, e con tempi di realizzazione degli impianti molto rapidi. Chiunque lavori nel campo dell’energia ne capisce di cash-flow, ed i rischi del nucleare erano troppo elevati per lunghi anni, e non è certamente un caso che un grande conglomerato come GE sia attivo in una vasta gamma di soluzioni, incluse quelle sulle rinnovabili. Pecunia non olet, sia dal nucleare che dalle rinnovabili.

          Ma le cose ora stanno cambiando, ed il fatto che esista un rinnovato interesse nella costruzione di reattori nucleari, energia veramente pulita e ad emissioni *zero*, farà in modo che i paesi che si appoggiano al nucleare possano veramente rimanere nei tanto decantati parametri di Kyoto, o 20-20-20, o come li vuole chiamare lei. Ma non lo faranno certamente né Italia né Germania, glielo assicuro.

          La sua considerazione su terzo e quarto mondo mi fa alquanto sorridere. Vedrà tra un po’ di anni come si ribalteranno le graduatorie di chi tra i paesi è in via di sviluppo, e chi no. E tra l’altro, non mi pare che Francia, Finlandia e Stati Uniti d’America siano terzo o quarto mondo…

          Buona giornata,

          Luca Bertagnolio
          Futuro Nucleare

          • Bertagnolio, io scrivo quello che leggo. Le considerazioni “personali” dell’articolista proprio nono le vedo, mentre le sue sì: vede, in Francia e negli Stati Uniti sono in previsione costruzioni di centrali con una opinione pubblica chiaramente sfavorevole a questa soluzione, come certificato da l’express (http://www.lexpress.fr/actualite/politique/comment-l-opinion-francaise-a-evolue-sur-le-nucleaire_972945.html ). Identicamente negli States il dibattito si sta svolgendo in maniera tale da rendere le scelte nucleari meno interessanti, come certifica anche la  IAEA (http://www.iaea.org/Publications/Factsheets/English/ns.html ) lasciamo perdere la ormai mitica centrale di Okiluoto, dove peraltro ho avuto occasione di collaborare per una valutazione tecnica su alcune problematiche relative agli scambiatori di calore: la stessa centrale è in ritardo di almeno cinque anni ed il costo di realizzazione è raddoppiato in itinere. In ultimo, bertagnolio: sappia che in termini di “emissioni zero” le centrali nucleari non sono affatto un esempio, in quanto emettono abbondante vapore acqueo, gas serra per eccellenza. Parli di ciò che sa, senza tirare in ballo argomenti che non conosce: il cash-flow di una centarle nucleare risulta positivo se non si considerano i costi di costruzione e decommissioning, è questo il solo motivo per cui GE costruisce centrali per gli altri e non per sè stessa.

            Cordialità

            Axel

          • Axel,

            non voglio perdere più tempo di tanto, perché se lei non vede le considerazioni “personali” dell’articolista, forse non ha nemmeno letto l’articolo in oggetto, e men che meno la versione in inglese. Difatti uno dice:

            “L’indiscrezione arriva da Physorg ed è di quelle di peso: il Giappone starebbe considerando un piano nazionale per uscire dal nucleare che renderà obbligatoria per tutti i nuovi edifici l’installazione di pannelli solari da qui al 2030.”

            L’altro invece:

            “Japan is considering a plan that would make it compulsory for all new buildings and houses to come fitted with solar panels by 2030, according to the Nikkei business daily.”

            Se lei continua a non vederlo, posso consigliarle una visita dal suo oculista di fiducia? Le dò un indizio, cerchi le parole “piano nazionale per uscire dal nucleare” nell’articolo in inglese…

            Sulla carenza di supporto del nucleare in USA, che perfetto tempismo il suo, proprio oggi mi è capitato di leggere questo articolo:

            http://www.nhregister.com/articles/2011/06/17/business/doc4dfb7098650d4970184962.txt?viewmode=fullstory

            “The survey also found continued support for the region’s nuclear energy plants despite the disaster in Japan involving the power source.”

            Olkiluoto è un impianto FOAK, con tutti i problemi che questo implica. Ma i finlandesi sono gente seria e arriveranno in fondo.

            Ah, vero, il nucleare emette vapore acqueo, che ingenuo. Meglio certamente il CO2 delle centrali a carbone o a gas. Infatti le pericolosissime nuvole, dette anche nubi, sono fatte di CO2, come tutti sanno.

            Credo che questa discussione sia giunta al suo capolinea.

            Cordiali saluti,

            Luca Bertagnolio
            Futuro Nucleare

          • Bertagnolio, temo che lei necessiti di un bel corso di chimica relativo all’effetto serra. In  particolare sugli scambiatori di calore, di cui evidentemente ha una grossa competenza sviluppata dai suoi studi che risalgono a ben due mesi fa. Le “nuvole”, come le chiama lei, hanno genesi e comportamento leggermente diverso dal vapore acqueo degli impianti di evaporazione. Prima studi, poi apra la bocca.

            Axel 

  • Anonymous

    Solo quando si accorgeranno dell’innutile investimento sulle rinnovabili forse si potrà ripianificare un programma energetico. Ora impera “Fiaccole&Forconi” in attesa di aggiungere la terza F di “Borbonica” memoria  per gli Eco-Convinti, forse si tornerà alla ragione.
    Forse 
    Cher03

    • Buona fortuna al Giappone allora, visto che Kan (comunque dimissionario) ha deciso di mettersi sulla stessa strada di Italia e Germania.  Io penso che sia un gravissimo errore pensare ad una politica energetica senza nucleare, lo e’ stato per l’Italia negli scorsi 25 anni, e lo sara’ (forse) per la Germania in futuro. Gli svizzeri si sono presi molto piu’ tempo, il 2034 e’ ancora lontano…

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